Posterous theme by Cory Watilo

Fifona in gabbia

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Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

FOTOGRAFIA ETERNA

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Non pensare di poter dimenticare chi hai amato veramente, chi è stato respiro del tuo cuore è un'utopia credere di poterlo fare. Lo potrai "odiare", rimpiangere, disprezzare ma farà sempre parte di una "fotografia eterna" del tuo cuore nel bene e nel male. Si dimenticano solo le persone che non contano.


THE BEST CONCERT OF THE YEAR

E' stata dura ma anche quest'anno sono riuscito a fare una top ten dei 10 concerti piu' belli a cui ho assistito , dura perche' il 2011 per me' e' stato al momento l'anno piu' prolifico sia per i concerti che per i viaggi........
La classifica la stilo in base alle mie emozioni provate e non in base alla prestazione tecnica offerta dal musicista:

1-Ryan Adams / Brighton 22/06/11
2-Lucinda Williams / Austin 18/03/11
3-Wilco / Basel 7/11/11
4-Ryan Bingham / Austin 18/03/11
5-Hayes Carll / Austin 18/03/11
6-James Mcmurtry / Austin 15/03/11
7-Jesse Malin / Casalgrande 3/04/11
8-Alejandro Escovedo / Austin 20/03/11
9-Caitlin Cary / Austin 16/03/11
10-Low / Austin 17/03/11

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Lucinda Williams @ Lost Highway Anniversary - Moody Theater -Austin TX

WILCO - BASEL 7/11/11

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"La mia visuale del concerto in questa foto"

 

Basilea, Basel, come la chiamano in svizzero/germanico, è una città che devi attraversare come successo al sottoscritto per andare in Francia del nord (al festival Eurockeennes di Belfort) o in Germania (a Francoforte). La si taglia tutta, ci sono sempre i lavori in corso e se arrivi in orario di fine turno non ti passa più. 
Prima di questo viaggio nei miei ricordi era un posto grigio, scomodo e tortuoso. Ma i Wilco e l’amore/follia per la loro musica, ci hanno portati a trecento chilometri da casa per scoprire che Basilea è bella, comoda e soprattutto piena di vita. Complice anche il Luna Park in pieno centro ci sono dappertutto facce giovani, giovanissime e nonostante la pioggia ci sono le giostre gremite di persone e l’odore di wurstel e crauti ti fa capire che la Germania, più che la Francia, non è che a qualche chilometro. Il Kaserme, ex caserma, è qui a pochi passi dal centro, a bordo Reno. 

È enorme da fuori. È diviso in un ampio pub/birreria e una sala concerti che non sembra poter tenere più di mille persone. La perfezione della vicina piazza e la quasi fastidiosa pulizia degli arredi si scontra subito con la cocciutaggine dei popoli del nord: su una delle due porte d’ingresso al locale ci sono dei cartelli con incomprensibili scritte in tedesco. La nostra ignoranza e la pigrizia di chi non ha scritto neanche la traduzione in inglese ci fa mettere in fila all’ingresso sbagliato e perdere le prime posizioni. 

Una volta dentro (dopo un’ordinatissima fila per carità) ci si rende conto di non essere nel Bel Paese. Gli spettatori si accalcano subito ai due banconi laterali e pensano a prendersi da bere più che a conquistarsi le prime file che noi raggiungiamo con una facilità irreale. In questa tournée europea (che esclude l'Italia, ma i Wilco saranno a Milano a marzo del prossimo anno) i concerti del gruppo di Chicago vengono aperti dalla new sensation Jonathan Wilson. Il suo album “Gentle Spirit” ha fatto tornare in mente a molti gli spettri musicali del passato e annoiato altri. Il “ragazzo dalle belle speranze” sale sul palco con quattro compagni più l’ospite Pat Sansone (tastiere, chitarra e altro nei Wilco) che lo aiuta nei cori e alla “seicorde”. 

La voce non si sente granché bene e le canzoni ne risentono. Jonathan sicuramente ha del talento, ma sinceramente lo spreca ripetendo gli stilemi classici del folk-rock senza troppa fantasia: il guizzo c’e’ per quella Valley Of The Silver Moon dove il gruppo riesce a sfogarsi in assoli e tirate veramente sorprendenti. Dopo una buona mezz’ora di cambio palco entrano i Wilco, Jeff vestito in modo discutibile: ingrassato, giacca blu a quadri e cappello marrone “tipo Zucchero” (scoprirò poi che è effettivamente il suo abito di scena di questo tour), ma che importa? Nelle prime file un nutrito gruppo di italiani, neanche ci fosse un ragazzo del New Jersey sul palco. 

Prima dell’inizio scopro che tanti sono curiosi di sentire i brani del bel “The whole love” live, come dar loro torto? Infatti siamo subito accontentati, si parte con “Dawned on Me” e “I Might” due episodi che permettono già a tutti nella band di esaltare le loro individualità segnando già il passo di quello che sarà un concerto molto meno curato ma più diretto e aggressivo rispetto a quelli visti negli ultimi anni. 

 

Poi tocca a “I Am Trying to Break Your Heart” dove ci scopriamo tutti a cantare “What was I thinking when I said hello?” e a “One Wing” dal grandioso disco ‘del cammello’. I brani si susseguono senza soluzione di continuità, pescati qui e là dagli album dove spiccano la nuova “Born Alone” e una “Jesus Etc” da manuale. Il regalo ai più esigenti di “Country Disappeared” è l’immancabile “Impossible Germany”, con il solito assolo da maestro di Nels Cline che questa volta non cerca di impressionare con la sua tecnica, ma con la potenza del suono. La seguente “One Sunday Morning” è l’apice dell’esibizione: come nel disco la si vorrebbe infinita, ma non si può e tra le lacrime parte “Poor Places” e poi quella botta di elettronica che è “Art of Almost” con i suoi campionamenti riesce a far saltare anche i piedi più freddi inondando di suoni veri e registrati stendendoci con il turbinio finale che fa uscire per la prima volta il gruppo dal palco. 

Pochi minuti dopo ”Via Chicago” e “Forget the Flowers” scorrono via veloci per lasciar spazio a “Theologians” che con il suo cadenzare allegro fa andare via tutta la stanchezza accumulata tra pioggia, strada e calore che ormai si sente in questo locale/capannone gremito di tutte le 1000 persone che può contenere. La tripletta “War on War”,“Shot in the Arm” e “Heavy Metal Drummer” lascia di nuovo stesi tutti sul terreno ad agonizzare per un concerto che non si vorrebbe finisse mai. 

E’ questo che si prova dopo ogni loro concerto, si ha sempre la sensazione di aver perso qualcosa. I loro brani, anche i più semplici, sono sempre stratificati e non si può rimanere inerti, c’e’ sempre qualcosa di intrigante e curioso. L’ennesima dimostrazione dell’eccletticità dei Wilco è passata di qui, dalla Svizzera quasi Germania travolgendoci con piacere: folk ballad, elettronica, rock, assoli lancinanti. Non si po' pensare a un gruppo più valido e completo e ancora una volta appagante. A Marzo saranno a Milano e a Bologna, appuntamenti ovviamente da non perdere. 

(Raffaele Concollato)

 

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"Basel by night"  (Foto di Fabio Baietti)

TOP 3 ALBUM OF THE YEAR / 1° RYAN ADAMS "ASHES AND FIRE"

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Arrivati alla vetta di questo podio annuale dei migliori dischi "FOR ME" ascoltati in questo 2011.

Ashes and Fire è per me uno dei miglior lavori di Ryan Adams, lassù tra "29" "Jacksonville" & "Cold Roses" , forse più maturo, riflessivo , al primo ascolto non sa marcare l'input , nasconde in esso perle musicali che hanno bisogno di essere scoperte un pò alla volta.

"Dirty Rain" è un capolavoro, una ballata country che difficilmente non si può far a meno di amare, il piano di Benmont Tench fa il resto......La title track è trascinante con l'assolo finale che puzza tanto di Cold Roses, "Come Home" è riflessiva dal testo intenso , romantico , inerpicato all'amore come tutto l'album! Spiazzante questa cosa perchè Ryan ci aveva abituato a testi più tristi a volte intrinsechi di rabbia , vendetta......"Rocks" cavalca l'onda della precedente canzone , "Do I Wait" è uno dei capolavori assoluti di questo album , un crescendo di armonie musicali che ci riportano a quel primo entusiasmante esordio di "Heartbreaker"!  "Chains of love" stacca un pò da tutto il resto , brano corto e accativante con una ritmica e una melodica sostenuta. "Invisible Riverside" è un'altra chicca assoluta arricchita dal duetto vocale con Norah Jones e dalla quasi sempre presente base di piano dell'ottimo Heartbreakers! "Save me " & "Kidness" con l'ex Cardinals NEAL CASAL alla seconda voce sono perle dell'alternative Folk americano , "Kidness" è paurosamente bella per melodia e armonie di strumenti che ogni volta ti fa venir voglia di premere all'indietro quel tasto back dell'autoradio quasi fosse una droga! "Lucky now" con NEAL CASAL alla seconda chitarra ma purtroppo non citato nei credits dell'album (GRAVE MANCANZA!!!!) è il brano che Ryan dedica al compianto Spacewolf "Chris Feinstein" ex bassista dei CArdinals morto nel gennaio del 2009 dopo un overdose di metadone.

 

TOP 3 ALBUM OF THE YEAR / 2° NEAL CASAL "SWEETEN THE DISTANCE"

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Torna l'ex chitarrista dei Cardinals ora alla corte di Sir Chris Robinson a due anni da quel Roots & Wings che mi estasiò per melodie e cura dei suoni. Difficile bissare tale capolavoro ma questo "Sweeten the distance" ci và molto vicino. Iniziamo con il dire che le sonorità rispetto al precedente risultano più elettriche ,più vivaci ,vicine a quel "No wish to reminisce" che tanto ho amato e odiato allo stesso tempo. Questo nuovo lavoro di Neal sembra più un proseguo di quanto finora portato alla ribalta con la sua band , gli "Hazy Malaze". La title track ricorda le sonorità del precedente album e il fill della chitarra austica è un tormentone,  "Bird with no name" carica di delay elettrizza un pò di più, "Need shelter" con John Graboff alla pedal steel è una delle mie preferite in questo lavoro ,una ballata californiana ottimo contorno da spiaggia per surfisti alle prese con le onde più alte da domare. "Let it all begin" altra mia eletta del disco è una spassosa ballata rock dal ritornello accativante. "White fence round house" crea un atmosfera mistica e romantica allo stesso tempo con la voce di Neal che la fa da padrone.

"So many enemies" è uno dei capolavori dell'album , diretta e melodicamente di assoluto impatto cresce ad ogni ascolto, leggero calo poi nella parte centrale con una "Feathers for Bakersfield" che alla lunga risulta ripetitiva e una "Time and trouble" troppo commerciale per i miei gusti.

"How quiet it got" è di stampo Hazy Malaze, "Girls and Winter" è un'altro gran pezzo , le melodie vocali di Neal si interscano a meraviglia con le soventi dinamiche di questa ballata dal ritmo incalzante!!! Si termina con una "Angel and your mine" che nulla di più dà a questo buono ma purtroppo incompleto lavoro del cantautore californiano.

TOP 3 ALBUM OF THE YEAR / 3° WILCO "THE WHOLE LOVE"

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Parte dalla terza posizione questa mia personale classifica dei 3 album piu' belli di questo 2011. Fresco di un mese "The whole love" il nuovo dei wilco fa' il giro veloce in gara ma non vince il granpremio!
"Art of almost" e' di sicuro la canzone dell'anno, ricordo la faccia sbalordita che feci quando la ascoltai per la prima volta , uno stupore che solo una band come i Wilco potevano farmi provare. In molti lo hanno etichettato come album strano, poco commerciale questo "The Whole Love" , io dire unico e stupefacente per chi come me ama e segue questa band da anni , e continua nell'avventura oramai prossima a Basilea il 7 novembre per poi aspettarli in terra italica a marzo!! Il sound di questo nuovo lavoro e' il loro , forse piu' elettronico e sperimentale ma il marchio di fabbrica e' inequivocabile , brani come "Born alone" o "I might" sono wilco al 100% , le melodie mai scontate scritte dall'ormai saggio Jeff Tweedy e le estroverse dinamiche create dal funambolico Nels Cline assieme a Glen Kotche formano un sound non troppo commerciale che pero' quando riesce ad entrarti in testa non ti molla piu'. Forse avrete bisogno di un po' di ascolti per capire al meglio questa nuova gemma di Jeff e compagni ma alla fine riuscirete comunque a piazzarla tra le migliori realizzazioni della band di chicago!

REAL MUSIC

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La musica vera e' sudare durante un live sapendo di aver dato tutto , non e' starsene con il culo su di una sedia a cercare fans su facebook. La musica vera e' saper suonare allo stesso modo di fronte a tremila persone come di fronte a due persone. La musica vera e' on the road e non davanti ad un pc. La musica vera e' quella che crei tu suonando uno strumento , dalla prima all'ultima nota, non le basi di strumenti registrati per un software. La musica vera ' e quella che esce dal cuore e non dal mouse di un pc. La musica vera e' un accordo sbagliato ,una corda che si spezza durante un live. La musica vera non sempre paga , ma che tristezza sarebbe truffare nella musica?